I Fondi Strutturali UE 2a pt.

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Cosa sono i Fondi Strutturali UE e a cosa servono

Nella prima parte dell’articolo sui Fondi Strutturali UE vi abbiamo accennato ai primi due tipi di fondi strutturali: il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE).

Accanto a questi ce ne sono altri tre:

Caratteristica comune a tutti i fondi strutturali è quella di essere “indiretti” , e cioè, le risorse finanziarie del bilancio comunitario non sono impiegate direttamente dalla Commissione. Esse vengono trasferite dalla Commissione Europea agli Stati membri, in particolare alle regioni o ai governi centrali, in seguito ad un accordo concordato di impiego che rispetti contemporaneamente i principi della commissione e le necessità locali.

Ad esempio per poter ricevere le sovvenzioni del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), gli stati membri dovranno elaborare un piano di impiego che rispetti almeno quattro delle sei priorità stabilite dall’Unione, e che sono:

  1. promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali;
  2. potenziare la redditività e la competitività di tutti i tipi di agricoltura e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e una gestione sostenibile delle foreste;
  3. promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo;
  4. preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alle foreste;
  5. incoraggiare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di CO2 e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale;
  6. promuovere l’integrazione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

In effetti possiamo aggiungere che molto spesso la minore efficacia di questi fondi indiretti è legata proprio alla scarsa capacità di gestione da parte degli enti nazionali e locali.

Spesso i bandi e le procedure per il loro utilizzo a livello nazionale e ragionale sono resi più complessi e farraginosi da norme e regolamenti interni, il che ne riduce, purtroppo, le potenzialità e l’efficacia agli occhi del cittadino.

Lo stesso progettista in alcuni casi si trova a preferire, se possibile, i bandi diretti per raggiungere gli scopi del committente.

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