I finanziamenti europei agricoltura FEASR

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Cos’è e come funziona il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale

Come il FEAGA, il FEASR è stato introdotto dal Regolamento del Consiglio Europeo dei ministri n.1290/2005 con la riforma della Politica Agricola Comune per semplificare la gestione della programmazione dello sviluppo rurale.

Il FEASR gestisce oggi tutti i fondi indiretti per lo sviluppo rurale

Grazie al FEASR oggi l’Unione ha un sistema di programmazione unico per lo sviluppo rurale che aggrega in un solo programma tutti gli interventi prima previsti nei PSR, nei Programmi Leader+ e nei POR (per le Regioni obiettivo 1).

Oggi, attraverso il FEASR, tutti i finanziamenti indiretti all’agricoltura per lo sviluppo sono gestiti dai Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) che possono essere nazionali o regionali.

L’italia ha scelto la programmazione regionale e questo ha comportato 23 PSR, considerando anche le provincie autonome.

In linea con la strategia Europa 2020 e con gli obiettivi generali della PAC è possibile individuare tre obiettivi strategici di lungo termine per la politica dell’UE relativa allo sviluppo rurale nel periodo 2014-2020:

  • stimolare la competitività del settore agricolo
  • garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima
  • realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e la difesa dei posti di lavoro.

L’organizzazione del FEASR prevede tre livelli di programmazione:

  1. Comunitario: il Regolamento del Consiglio europeo dei ministri n.1698/2005; Regolamento del Consiglio europeo dei ministri n.1974/2005; e orientamenti strategici comunitari;
  2. Nazionale: il Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale, predisposto dagli Stati membri;
  3. Regionale: il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, predisposto dalle Regioni e sottoposto all’approvazione della Commissione Europea.

Con la riforma del 2013 sono rimaste intatte molte delle caratteristiche principali della politica di sviluppo rurale del periodo precedente, tranne alcuni cambiamenti:

  • migliorare l’approccio strategico nell’elaborazione dei programmi di sviluppo rurale
  • rafforzare il contenuto delle misure di sviluppo rurale
  • semplificare le norme e/o ridurre i relativi oneri amministrativi, ove possibile e creare maggiori sinergie tra la politica di sviluppo rurale e gli altri fondi strutturali e di investimento.

Le priorità comuni dei PSR sono sei ma i programmi dei singoli stati/regioni dovranno essere elaborati basandosi su almeno quattro di queste:

  • promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali
  • potenziare la redditività e la competitività di tutti i tipi di agricoltura e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e una gestione sostenibile delle foreste
  • promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo
  • preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alle foreste
  • incoraggiare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di CO2 e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale
  • promuovere l’integrazione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

I finanziamenti europei agricoltura del PSR provengono in parte dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e in parte da risorse nazionali e/o regionali.

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